Operazioni di LBO e patto di famiglia
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FINANZA E PATTO DI FAMIGLIA

Abbiamo già parlato del patto di famiglia, illustrandone i tratti salienti sotto il profilo legale e fiscale. In questo breve intervento vorremmo, invece, affrontare gli aspetti prettamente finanziari che potrebbero originarsi dagli accordi sanciti con la sottoscrizione del contratto in oggetto.

In particolare, abbiamo visto che l’assegnazione da parte dell’imprenditore ad uno o alcuni degli eredi, definiti assegnatari, comporta l’obbligo di liquidazione in denaro o in natura del coniuge e degli altri legittimari.

Abbiamo altresì visto che tale liquidazione compete, per previsione di legge, all’erede assegnatario e può avvenire contestualmente alla sottoscrizione del patto di famiglia o in un momento successivo. Laddove non trovi applicazione un’interpretazione estensiva della norma, che permetta allo stesso disponente di provvedere a tacitare gli altri eredi per la loro quota di legittima, l’assegnatario si trova, quindi, nella necessità di provvedere ad un esborso che non è sempre detto sia sostenibile, soprattutto per chi si veda assegnata l’azienda in età relativamente giovane e all’inizio di una carriera imprenditoriale. In questi, casi può rivelarsi utile un meccanismo finanziario tipico delle operazioni di M&A, il cosiddetto Leveraged Buy-Out (o LBO).

IL LEVERAGED BUY OUT (LBO)

Tecnicamente il leveraged buy-out (LBO) altro non è che un’operazione di acquisto di una società effettuato ricorrendo in modo consistente all’indebitamento. A indebitarsi nello specifico è una società-veicolo, spesso costituita appositamente, detta “newco” (new company) che, mediante l’uso di una forte leva finanziaria, acquista la società di interesse, detta “target”.

Il piano prevede poi che il debito contratto dalla newco sia successivamente rimborsato tramite gli utili futuri o attraverso la vendita di una parte dell’attivo patrimoniale della società acquisita. Motivo per cui, di solito, si procede ad un’operazione di fusione per incorporazione tra le due società, con conseguente riunificazione del debito e del flusso di cassa in capo ad un unico soggetto giuridico.

Di fatto, le operazioni di leverage buy-out hanno ad oggetto società caratterizzate da un consistente flusso di cassa e/o da una solida situazione patrimoniale che costituiscono garanzia, per chi finanzia, di rientrare del proprio credito.

LBO E PATTO DI FAMIGLIA

Come potrebbe tornare utile, quindi, lo schema dell’LBO adattato a una situazione derivante da patto di famiglia?

Innanzitutto, in virtù di quanto detto sopra, nel caso in esame l’operazione di LBO sarebbe possibile allorché la società di famiglia disponga di:

  • una redditività elevata e prospetticamente costante tale da garantire nel tempo la produzione di flussi di cassa in grado remunerare il capitale di debito;
  • plusvalori economici latenti (ad esempio per avviamento, marchi, brevetti ecc.);
  • una situazione finanziaria leggera, tale da permettere ulteriore indebitamento bancario.

Soddisfatte queste condizioni, l’erede assegnatario dovrebbe costituire una newco e farla finanziare da un istituto di credito. La newco, grazie alla provvista finanziaria ottenuta, dovrebbe acquisire le quote della società target, oggetto del patto di famiglia, dallo stesso legittimario assegnatario che avrebbe così a sua volta la liquidità per tacitare gli altri eredi non assegnatari.

Qualora tale schema venisse adottato in concomitanza con la sottoscrizione del patto di famiglia, verrebbe meno l’agevolazione fiscale prevista dall’art. 3, co. 4-ter del D.Lgs. 346/1990, secondo cui sono esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni i trasferimenti, effettuati tramite i patti di famiglia a favore dei discendenti e del coniuge, di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni, purché l’avente causa prosegua l’esercizio dell’attività o detenga il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data di trasferimento.

Per cui, occorre una valutazione di convenienza sulla base delle circostanze specifiche, ipotizzando anche la liquidazione dei legittimari non assegnatari mediante un contratto successivo collegato al patto di famiglia.

CONCLUSIONI

Il patto di famiglia offre senza dubbio una concreta possibilità di pianificare il trasferimento della società di famiglia o delle sue quote in ambito successorio, usufruendo anche di alcune agevolazioni fiscali. Nondimeno, può accadere che, per realizzare la struttura necessaria alla sua attuazione, si renda necessario porre in essere alcune operazioni straordinarie che vanno valutate sotto il profilo fiscale e finanziario, cercando soluzioni ottimali sotto entrambi i profili.

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