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Categoria: Pianificazione e ottimizzazione fiscale

L’utilizzo del marchio nella pianificazione fiscale       

Il marchio costituisce un bene intangibile per l’impresa che lo ha in uso, ma non per questo la sua definizione economico-giuridica può avere contorni vaghi e caratteri poco definiti. Anzi, è bene che lo sfruttamento di un marchio avvenga dopo che una serie di passaggi di carattere legale ne abbiano definito in maniera univoca la titolarità e sia stato determinato chiaramente il suo valore intrinseco. 

Allo stesso modo, quando si iscrive a bilancio un marchio, o le royalties pagate per una licenza, è fondamentale che siano rispettati una serie di requisiti oggettivi e soggettivi affinché i relativi costi siano pienamente e legittimamente deducibili. 

L’uso del marchio a fini economici e fiscali deve quindi essere pianificato per tempo per evitare di incorrere in errori che limitino o impediscano del tutto il suo sfruttamento. In questa sede vorremmo concentrare l’attenzione sui requisiti necessari affinché un marchio intestato a una persona fisica possa essere sfruttato mediante concessione in licenza permettendo alla licenziataria la piena deducibilità delle royalties.

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Nuovi criteri per la residenza fiscale delle società e degli enti

Nuovi criteri per la residenza fiscale delle società e degli enti       

Il 16 ottobre 2023 il Consiglio del Ministri ha licenziato, dopo l’esame preliminare, la bozza di decreto legislativo relativo alla riforma della fiscalità internazionale, in attuazione della più ampia legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (“Delega al Governo per la riforma fiscale”). 

Si tratta di un intervento epocale se si considera che l’attuale assetto normativo risale all’art. 2 del DPR 598/73, quindi a mezzo secolo fa. Lo è tanto più perché sancisce in maniera rinnovata i criteri in base ai quali una società o un ente giuridico in generale debba considerarsi a tutti gli effetti residente in Italia. 

La normativa attuale, contenuta nell’art. 73 comma 3 del TUIR, statuisce che sono residenti nel territorio dello Stato le società e gli enti che per la maggior parte dell’anno stabiliscono in Italia la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale. 

L’elencazione di tali criteri non ha valenza gerarchica, come è stato più volte chiarito dall’amministrazione finanziaria, per cui basta che se ne verifichi uno perché la residenza sia attratta nel territorio del nostro paese con ciò che ne consegue in ambito fiscale sotto il profilo delle imposte dirette.

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Imposizione diretta delle cripto-attività: l’IRPEF dopo la Legge di Bilancio 2023

Imposizione diretta delle cripto-attività: l’IRPEF dopo la Legge di Bilancio 2023       

L’inquadramento fiscale delle cripto-attività fornito dalla Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023) pone definitivamente i proventi prodotti da tali asset digitali tra i redditi diversi di natura finanziaria trattati dall’art. 67 del TUIR.

La norma è stata modificata introducendo, al comma 1, la lettera c-sexies avente ad oggetto “le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività, comunque denominate”. 

È interessante anche notare come il medesimo articolo definisce le cripto-attività ovvero “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando tecnologia di registro distribuito o una tecnologia adeguata”.

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Profili fiscali del conferimento di proprietà intellettuale

Profili fiscali del conferimento di proprietà intellettuale      

Mediante i conferimenti i soci dotano la società delle risorse patrimoniali utili al conseguimento dell’oggetto sociale.
Essi hanno pertanto una “funzione produttiva” e costituiscono i mezzi personali che il socio apporta all’attività economica della società, a cui trasferisce la titolarità, ottenendo come corrispettivo una quota di partecipazione al capitale sociale. 
Nella Srl post-riforma del 2003, se non è diversamente previsto dall’atto costitutivo, “possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica” (art.2464 c.c.). Ciò comporta che oltre a denaro, proprietà immobiliari, opere e servizi, possano essere conferiti anche diritti di natura diversa, tra cui quelli relativi a una proprietà intellettuale.

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Accertamenti tributari da fonti aperte: l'uso dei social network da parte dell'amministrazione finanziaria

Accertamenti tributari da “fonti aperte”: l’uso dei social network da parte dell’Amministrazione finanziaria.     

L’uso quotidiano dei social network ha portato a una generale disinibizione rispetto ai contenuti personali che vi vengono esposti. Non solo foto di sé, di amici o famigliari, ma spesso veri e propri racconti dettagliati della nostra vita vengono destinati ai profili su Instagram, Facebook o LinkedIn, andando ad arricchire la rete di informazioni che ci riguardano direttamente.

Queste fonti di informazioni in quanto “aperte” sono accessibili ai più se non a tutti, compresa l’Amministrazione finanziaria, che ne può ricavare elementi da affiancare ad altre fonti informative nell’iter di accertamento fiscale.

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Società semplice

Società semplice – Sostitutiva all’8% per chi volesse trasformare la sua società commerciale in società semplice.     

La Legge di Bilancio 2023 prevede la reintroduzione della possibilità di trasformare con un regime di favore una società commerciale in una società semplice, confermando le condizioni e i requisiti previsti in precedenza (2016 e 2017). 

L’operazione di trasformazione, oltre alla possibilità di fruire di un regime agevolato, presenta diversi vantaggi per la società risultante.

È importante sottolineare che una società semplice non può svolgere attività commerciale, ma può essere destinata esclusivamente all’esercizio di attività diverse da essa, ovvero l’agricoltura e la gestione di un patrimonio composto da immobili o da altri beni iscritti in pubblici registri.

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Regime fiscale degli strumenti finanziari partecipativi

Regime fiscale degli strumenti finanziari partecipativi 

Gli SFP assumono diverse declinazioni e di frequente vengono impiegati in operazioni di ristrutturazione dei crediti o dalle start-up innovative e dagli incubatori certificati per raccogliere liquidità, o altri tipi di risorse, senza ricorrere ad aumenti di capitale. Sono titoli emessi dalle società per azioni o dalle s.r.l., come nel caso delle start-up innovative, a favore dei soci o dei terzi, che conferiscono denaro, opere o servizi, e possono essere dotati di diritti patrimoniali o anche amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti.

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Inquadramento fiscale del “Carried Interest”

Un extra-profitto rispetto al rendimento dell’investimento è definito comunemente “carried interest”. Il principale vantaggio fiscale derivante dall’utilizzo di tali strumenti è quello di poter godere, a determinate condizioni, di una tassazione flat al 26% invece che alle ordinarie regole di tassazione progressiva.

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Regime di esenzione per la stabile organizzazione – la c.d. branch exemption

Con il “Decreto Internazionalizzazione” è stato introdotto l’articolo 168-ter del Tuir volto a consentire, alle imprese residenti nel territorio dello Stato, di scegliere per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero (la cd. branch exemption). Tale previsione risulta applicabile sia alle società di capitali che alle società di persone e alle ditte individuali.

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