Anagrafe delle Criptovalute
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CRIPTOVALUTE OBBLIGHI FISCALI OPERATORI IN CRIPTOVALUTE

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 17 febbraio 2022 del DM del 13 gennaio 2022, viene previsto per tutti gli operatori gestori di exchange e wallet riferiti alle criptovalute, l’obbligo di iscrizione nel registro della valuta gestito dall’OAM, (Organismo Agenti e Mediatori).

Con questo nuovo obbligo, tutti i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale nonché prestatori di servizi di portafoglio digitale che operano o intendono operare sul territorio italiano, saranno obbligati all’ iscrizione in una sezione speciale del registro dove andranno registrati i dati delle operazioni con i saldi delle transazioni riferiti ad ogni cliente.

Il registro riguarda per lo più 4 categorie di soggetti:

  •  Appartenenti all’OAM;
  • Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale (Exchange, Marketplace NFT, piattaforme CEFI, ATM);
  • Prestatori di servizi di portafoglio virtuale (wallet custodial);
  • Clienti dei prestatori.

Secondo quando comunicato dall’OAM, il registro verrà istituito entro il 18 maggio 2022.

Tale obbligo renderà verosimilmente più agevoli e frequenti i controlli sullo scambio delle criptovalute da parte dell’Agenzia delle Entrate nonché dalla Guardia di Finanza qualora interpellata.

Tale registro viene, pertanto, istituito principalmente al fine di facilitare i controlli fiscali. Infatti, in caso di accertamento fiscale, l’Agenzia delle Entrate avrebbe a disposizione ogni dato utile per risalire ad importi di acquisto e vendita e controvalore detenuto in exchange o nei wallet.

Per l’utente privato in termini fiscali non cambia molto, in quanto anche in passato era tenuto a compilare il quadro RW della dichiarazione dei redditi, ma la presenza di questo nuovo registro permette all’amministrazione finanziaria di velocizzare ogni tipo di accertamento, data la disponibilità real-time dei dati riferiti ad ogni contribuente.

Il Decreto introduce altresì obblighi di reportistica da parte dei prestatori di servizi in criptovalute di portafoglio digitale, che si andranno ad aggiungere agli oneri già richiesti ai fini antiriciclaggio.

L’art 5 del Decreto prevede, inoltre, che gli operatori dovranno comunicare trimestralmente entro il giorno 15 del mese successivo al trimestre di riferimento, in via telematica all’OAM, i dati relativi alle operazioni in essere sul territorio della Repubblica Italiana e, nello specifico:

  • gli estremi identificativi del cliente come individuati nell’allegato 1 del Decreto;
  • i dati sintetici relativi all’attività complessiva svolta per ogni singolo cliente, come individuati nel medesimo allegato 1 del Decreto.

Nel caso di mancata iscrizione preventiva al registro da parte degli operatori che intendono operare in Italia (ovvero successiva, in caso di operatori già attivi prima dell’entrata in vigore del decreto) si determina il reato di esercizio abusivo dell’attività punita, (ex art. 17-bis, comma 5, decreto legislativo 141/2010), con una sanzione amministrativa irrogata dal Ministero dell’economia e delle finanze da 2.065 a 10.329 euro.

Inoltre, laddove le autorità competenti accertino l’esercizio abusivo in Italia dei servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e/o di servizi di portafoglio digitale, gli stessi potranno accertare e contestare la violazione secondo quanto previsto dalla legge n.689/1981, che potrebbe portare, nel caso di attività svolta mediante siti internet, al sequestro degli stessi mediante oscuramento e inibizione ad accedervi.

Oltre al rischio per la società gestore del wallet, il contribuente detentore di criptovalute presso exchanges irregolari in Italia potrebbe rischiare di non riuscire ad operare o gestire le proprie posizioni in criptovalute.

CONCLUSIONI

La corsa alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio nonché del finanziamento del terrorismo ha comportato la creazione dell’impianto normativo oggetto del nuovo Decreto del MEF al fine di assicurare un più efficace monitoraggio delle attività finanziarie in atto sul territorio italiano.

Questa forma di scambio di informazioni tra gli operatori e l’OAM, e simultaneamente l’Agenzia delle Entrate, incentiverà il contribuente a voler dichiarare il possesso di Criptovalute al fine di non incorrere nelle sanzioni per omessa dichiarazione.

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